Lezioni di SEO

Lezioni di SEO: le più importanti sono sulla tua pelle

Qualche giorno fa, come mi sembra sia abbastanza noto dai risultati ottenuti, ho fatto un piccolo esperimento, creando una pagina che parlava di come si lavora con la SEO a Biella e in provincia in generale.

Quel post, ovviamente, era sia un modo divertente per dire alcune cose, sia un esperimento per vedere quanto fosse facile o difficile scalare la SERP su una parola chiave piuttosto presidiata ma molto verticale; si è trasformata in una delle lezioni di SEO più importanti della mia vita recente.

SEO, Biella. Esperimento riuscito. A metà.

Bene, le cose sono andate in modo imprevedibile. Appena il buon vecchio Google ha recepito il post, questo è volato in terza posizione. Onestamente, mi aspettavo qualcosa visti i volumi in gioco e la struttura della SERP di Google (sulla cui analisi ho imparato più in un’ora di corso del buon Alberto Puliafito che nella totalità delle robe che i vari guru spacciano in giro). Ma direttamente in terza posizione, subito dopo due pagine di chi ci ha investito tempo e risorse, è una specie di wet dream per chi lavora (o si diverte, come il sottoscritto) con la SEO.

posizionamento SERP ilkappa.com

E questa è la metà buona.

Quella cattiva è che il giorno dopo la pagina è stata calcioruotata fuori dalla SERP di Google. Non retrocessa, proprio sparita. Anche cercando nel solo sito, la pagina non era visibile.

Cosa succede quando una pagina sparisce improvvisamente dalla SERP

Il primo istinto, per un consulente SEO, è comprare abbastanza medicinali contro l’ansia da sedare un intero gruppo di whatsapp di mamme informate. Poi però bisogna iniziare con le cose serie.

Check list minima in caso di pagine sparite dalla SERP

  • la pagina è ancora raggiungibile?
  • la pagina è ancora in sitemap?
  • la pagina è raggiungibile attraverso la serp di altri motori, per esempio Bing?
  • la pagina è sparita per una sola parola chiave, per le sue derivate o per qualsiasi cosa?

Nel mio caso specifico, tutto ok fino a Bing. Poi, zero. Anche scandagliando tutte le pagine che Google vedeva del mio sito. Cosa era successo? Mistero. E panico.

Una pagina del mio sito è sparita dalla SERP. Cosa può essere successo?

Gran bella domanda, per rispondere alla quale devo prima chiudere la vicenda: la pagina è tornata in SERP dopo qualche giorno. (mentre sto scrivendo è al quinto posto per “SEO a Biella” e nona per “SEO Biella”, un risultato comunque interessante).

Dopo un po’ di studio e qualche analisi, mi sono convinto che per quello che è accaduto esistono tre possibilità, che elenco dalla più incredibile a quella che secondo me è più realistica:

  1. La mia pagina è stata rimossa dalla SERP in seguito a una segnalazione.
    • Ipotesi: Google mette a disposizione uno strumento apposito per segnalare pagine con contenuti non conformi e non di qualità, e anche se non è così raggiungibile, un bravo esperto SEO sa perfettamente dove si trova.
    • Tesi: Tuttavia mi sembra fantascienza che qualcuno si sia preso una tale briga per eliminare un “concorrente” o perché indispettito dal mio operato. Diciamo che questa ipotesi è servita più che altro a massaggiare il mio ego.
  2. La mia pagina è stata rimossa dalla SERP perché sovraottimizzata
    • Ipotesi: Fra gli esperti di SEO e coloro che vorrebbero diventarlo come il sottoscritto, è cosa più che nota che a Google non piacciono i giochetti. Sarebbe più corretto dire che nel 2017 lo sanno anche i sassi che scrivere per forzare il posizionamento di parole chiave e fare altre cose strane ci trascina verso il baratro. E la pagina che ho realizzato era, per molti aspetti, un esperimento per vedere quale fosse il limite fra una forzatura “sana” delle parole chiave e un coacervo di trucchetti, anche se di quelli veniali.
    • Tesi: L’algoritmo di Google tuttavia è piuttosto “sveglio” e di solito le pagine “stuffate” escono dalla SERP soprattutto se vengono modificate e gonfiate intollerabilmente dopo esservi entrate. Altrimenti, solitamente, vengono relegate fin da subito ai risultati più remoti. Vero è anche che con i volumi in gioco è possibile che il tempo macchina dedicato alla scansione sia stato in prima istanza talmente poco da permettere solo un controllo di superficie (ma, in tutta onestà, non so quanto il crawler sia un algoritmo time-critical).
  3. La mia pagina è stata rimossa dalla SERP perché ho generato “artificialmente” un volume anomalo.
    • Ipotesi: Nessuno sa bene cosa succede sotto il cofano di Google (ricordiamoci che la SEO è per una buona parte fatta di ipotesi e reverse engeneering casereccio), ma una cosa è certa: i nodi vengono al pettine e le anomalie non passano inosservate. Ovviamente, dopo aver posizionato la pagina, ho passato qualche giorno a mostrarla a colleghi e amici esperti, un po’ perché mi sembrava una lezione di SEO empirica interessante, un po’ perché come tutti i giornalisti, ho un ego famelico. Questo ha senza dubbio generato un volume di ricerche anomalo, su parole chiave e derivate a volumi così bassi.
    • Tesi: suona un campanello, la pagina viene “sospesa”. Nel frattempo il sistema verifica se la pagina in sé ha problemi o forzature, oppure se le visite sono state pilotate in qualche modo non lecito. Dopo qualche giorno, verificato che non ci sono state particolari stranezze, probabilmente la pagina viene nuovamente indicizzata. Per mia fortuna, la forzatura è stata dettata soprattutto dall’ingenuità: non avendo tenuto in considerazione i volumi, non pensavo che la ventina di visite “agevolate” dai miei contatti potessero suonare come qualcosa di illecito. Tuttavia mi sembra l’ipotesi più credibile perché la pagina è tornata al suo posto.

Cosa ho imparato dalla mia pagina sparita dalla SERP e poi riammessa?

Diverse cose, ma soprattutto ho avuto alcune conferme.
La prima è che, come già i più esperti sostengono da tempo, Google non “penalizza”: ti rimuove e basta. Può essere un cartellino giallo o rosso, ma per intanto la tua pagina viene “accomodata” non solo fuori dalle SERP, ma proprio fuori dall’indice. Insomma, le ammonizioni non esistono: se la mia pagina perde posizioni, è perché le informazioni non sono più così utili o perché altri stanno facendo un lavoro migliore del mio. Se istigo Google a passare con la mannaia, sparisco. Ma non vengo “retrocesso” o “indietreggiato” artificialmente.

Secondariamente, che i giochetti non pagano mai, anzi. Tutto quello che suona poco meno che naturale, fa scattare i sistemi di allarme. E se ha “tirato le orecchie” a me per una cosa ultra verticale e ultra locale come quella di cui racconto, figuriamoci cosa può capitare dove ci sono i volumi veri e la competizione è spietata.

Terzo, che però la qualità paga sempre e che #writeforhumans è davvero la strada. L’unico motivo per cui la mia pagina si è “salvata” è perché, al di là di qualche piccola furberia, è stata pensata davvero con l’intenzione di dire qualcosa, di raccontare un’esperienza, di essere utile. Ma soprattutto, di essere frutto di una esperienza diretta e unica.
Quindi, ancora una volta: l’unico vero “trucco SEO” di cui abbiamo veramente bisogno è quello più difficile da accettare: scrivere bene e dare informazioni rilevanti è il primo punto in cima alla lista.
Dopo, spesso molto più in basso, viene tutto il resto.

Lezioni di SEO - un esempio di cosa racconto a scuola

SEO a Biella: si può lavorare bene in provincia?

La mia vita digitale e professionale è sempre stata improntata al dualismo: tecnologia e ruralità. E’ possibile fare il giornalista informatico, il divulgatore digitale l’insegnante e l’esperto SEO a Biella, nella piena provincia italiana? Sembrerebbe di si, ma bisogna imparare alcune regole di base della “sopravvivenza”

Professioni digitali in provincia? Why not?

Internet in particolare e il mondo digitale in generale è quel posto meraviglioso in cui, se racconti di fare il programmatore freelance viaggiando per il mondo zaino in spalla sei un caso da copertina, ma se dici, per esempio, di lavorare in un settore ugualmente specialistico come la SEO a Biella, ti guardano da marziano.

Perché per qualche strano motivo, l’idea del moderno hippy che gira il mondo imbracciando un portatile invece della chitarra ci fa dimenticare l’incubo di logistica che è un’idea del genere, a favore del che figata deve essere aggiornare una release da un bar a Miami mentre ti godi il tramonto e sorseggi un long island. Sorvoliamo sul fatto che alcol e codice non vanno d’accordo e anche sul fatto che se stai impazzendo con una versione mi sa che il tramonto non te lo godi. Sostituite “bar di Manhattan” con “paese della provincia di Biella” e provate a fare le stesse domande:

Ma come fai con la connessione?

I clienti come li raggiungi?

Come fai a rimanere in contatto con i colleghi?

Non è scomodo?

robert downey, jr alza gli occhi al cielo esasperato

Seeeehh, mi occupo di SEO e lavoro in provincia. E allora?

Di base è una questione di scelte: opportunità e competitività estreme contro una maggiore tranquillità e qualche grattacapo in più nello spiegare cosa fai e come lo vorresti fare. Ma ci sono comunque delle possibilità. Terminata questa lunga premessa, vorrei raccontare come si può vivere si innovazione (e di SEO) a Biella, con una nota a margine: si scrive Biella, ma si legge una qualsiasi città italiana di provincia. Cioè dove stanno la maggioranza delle persone e delle opportunità. Non è un mistero infatti che l’Italia sia una nazione fortemente ruralizzata, e basta guardare qualche dato  per rendersene conto: il “grosso” della popolazione in Italia vive ancora fuori dalle grandi città.

Ma bando alle ciance, ecco cosa ho imparato, in un racconto semiserio:

SEO a Biella: cinque regole di sopravvivenza

Fare SEO a Biella richiede ingenti quantità di caffeina

Preparati cara, che quella sarà la prima di una lunga serie di tazze di caffeina

1. Il Milanese ne sa sempre più di te.

Non importa quanto credito hai, dove hai insegnato, dove hai lavorato. l’Agenzia di Milano o il Consulente di Milano (o di Torino, o di Roma, per esempio), sono e saranno sempre la tua nemesi. Un mio carissimo amico la chiamava la sindrome di Calimero. Perché nella provincia l’equazione grande città = maggiore compentenza è ancora viva e vegeta. Anche se la storia recente dice un’altra cosa. Quindi davanti all’ultimo fesso con macchinone d’ordinanza, vestiti fighetti o hipster e accento bauscia sarai sempre in difetto. Anche se insegni nella scuola che lui ha frequentato fino al mese scorso.

La soluzione di buon senso: mostra i tuoi risultati, le tue credenziali, le tue collaborazioni e mettili a confronto con i risultati che ha portato a casa l’EspertoDiMilano

Il cheap trick: procurati dei biglietti da visita “metropolitani” e ostenta cadenza lombarda o torinese.

Pro tip: Se l’EspertoDiMilano è così bravo e lavora con tutti i “big”, perché viene a cercare a Biella un incarico da qualche migliaio di euro? Non è che magari a Milano, dove sei davvero dentro Tana delle Tigri, se lo sono già spolpato vivo perché è un fuffaro?

2. Innovare non è difficile, se sai con chi farlo e come.

Sfatiamo una credenza popolare: gli imprenditori di provincia non sono “lenti” o “retrogradi”. Semplicemente, sono pragmatici. Questo significa una cosa molto semplice: se ti danno dei soldi, vogliono vedere dei risultati veri e misurabili. E vogliono capire quello che stai facendo. L’atteggiamento “lasciami fare la mia magia” ha funzionato in certi ambienti e per un periodo limitato ma mai qui (e oggi, onestamente, è ridicolo in generale). E per chi si dedica a pratiche complesse come la SEO, a Biella o nelle altre zone in cui si ragiona per criteri produttivi, potrebbe essere un problema.

La soluzione di buon senso: facile. Spiegati. Bene, a fondo. Condividi i risultati, spiega onestamente i limiti e i rischi. Da imprenditore a imprenditore.

Il cheap Trick: conrfontati con le altre forme di pubblicità. “Hai contato quanti clienti ti ha portato l’inserzione sul giornale locale?”.

3. Guarda fuori dall’orticello

Uno dei principali problemi di chi si occupa di Digitale, Marketing e altre amenità come la SEO a Biella e nelle piccole città è che spesso l’ambiente e la facilità (relativa) con cui si ottengono i risultati porta a smettere di apprendere o di studiare. Per intendersi, fra gli “esperti” di SEO a Biella e a Vercelli resistono convinzioni come “devi pubblicare tutti i giorni alla stessa ora”; “I CMS  come WordPress non ti permettono di fare buona SEO on page”; capiamoci, qui si parla ancora di keyword density, meta tag e Pagerank come se fossero attuali. La ragione è di una semplicità sconfortante: poca concorrenza, poco stimolo. Ma soprattutto, la falsa convinzione che i lavori fatti per le realtà locali siano di piccolo cabotaggio.

La soluzione di buon senso: non smettere mai di studiare (per esempio, partendo dalla mia lista essenziale di risorse SEO ;) )

Il cheap trick: basta frequentare un paio di gruppi o pagine di settore per capire a che velocità si muove il “mondo di fuori”.

Occuparsi di SEO a Biella richiede DAVVERO quantità ingenti di caffeina

Nessun caffè è stato maltrattato nella scrittura di questo articolo. Ma occupandosi di SEO nel biellese se ne bevono molti.

4. Un fornitore è per sempre, e si compete poco

La stagnazione di cui sopra, che copre un po’ tutti gli ambiti della vita professionale biellese, dalla SEO ad altre attività digitali, in realtà è molto legata a una sorta di inerzia che si ha nel DNA: i fornitori vengono spesso vissuti come il negozio sotto casa. Ci si litiga, si discute, ci si confronta, ma non si cambiano. Le motivazioni vanno dal sono brave persone al ci seguono benissimo su tutto il resto (che spesso include, per esempio, le fotocopiatrici). Insomma, se siete fornitori di una piccola azienda di Biella, potete permettervi una quantità quasi infinita di errori e superficialità, perché il cliente quasi sempre presenterà rimostranze, si arrabbierà, ma non vi darà mai davvero il benservito. E molti se ne approfittato: hanno il Kit del Guru della SEO (oggi) di Internet (ieri) e dei computer (l’altro ieri), una valigetta alla quale cambiano solo etichetta, ma è la stessa dagli anni ‘90. E con quello infinocchiano allegramente gli imprenditori di provincia da quando vendevano a decine di milioni di lire i siti fatti con Frontpage.

La soluzione di buon senso: spiegate al vostro potenziale cliente quello che potrebbe ottenere con lo stesso budget da un vero professionista.

Il cheap trick: offritevi come terzista di uno dei fornitori di cui sopra. Vista la loro abilità commerciale, pensate cosa potrebbero fare con un vero prodotto da vendere…

5. Pensa locale, agisci locale ma osserva globale

Partiamo da una onesta ammissione: “Pensa globale, agisci locale” è un concetto affascinante, ma per la maggior parte delle PMI è inapplicabile. Quindi, se lavorate per un’azienda locale che cerca un migliore posizionamento SEO in Biella e dintorni, nella maggior parte dei casi questa vorrà sviluppare la sua presenza sul territorio. Il fatto di poter vendere a Bali o in Australia è in molti casi una chimera con cui i sedicenti esperti di web marketing hanno fatto la ruota per anni e in alcuni casi continuano a farla. Volete fare un favore alle aziende che cercano un posizionamento SEO interessante in una zona come Biella e il biellese (o come, abbiamo detto, tutte quelle simili)? Abbandonate le velleità internazionali e ricominciate dalla base: l’azienda è localizzata nel modo corretto? E’ presente Su Google Maps e sugli altri database? Abbiamo rivendicato correttamente tutte le proprietà? Possiamo discutere all’infinito in merito a se e quanto queste attività siano realmente SEO o appartengano ad altri insiemi, ma sono i fondamentali che mancano in una quantità stupefacente di casi.

La soluzione di buon senso: vedi sopra. Non dare nulla per scontato, e soprattutto non temere di essere “piccolo” o “umile”. Spesso darai un servizio migliore con le cose semplici di quello che daresti scimmiottando la campagna di HBO del 2015.

Il cheap trick: mi dispiace, in questo caso non c’è.

Mi occupo di SEO, lavoro a Biella, me ne vanto

Ok, ammetto di avere barato, almeno in parte. Perché Biella, da questo punto di vista, non è propriamente una “realtà come tutte le altre”. Ci sono svariate eccellenze in molti ambiti del Web, alcune estremamente famose, altre emergenti, altre ancora decisamente verticali. Con alcune ci ho lavorato, con altre lavoro tutt’ora, con altre le nostre “galassie” di conoscenze si sono appena sfiorate. L’aspetto curioso è come tutto questo tumulto di attività online di eccellenza avvenga in modo quasi invisibile rispetto alle attività tradizionali. Su tutti i livelli della catena alimentare del marketing online, da webdesign alla SEO, Biella è quel posto meraviglioso in cui un ecommerce di successo mondiale esiste nello stesso stabile di un bar che non ha nemmeno rivendicato la sua posizione su Google Maps e Tripadvisor. Come se gli esperti di SEO e altre discipline rimanessero inascoltata Cassandra appena escono dal loro ufficio. E in molti casi purtroppo è così, per ragioni che vanno dalla miopia imprenditoriale delle parti all’assenza di un linguaggio comune con cui intendersi e capirsi.
Ecco perché il mio approccio SEO per Biella e le piccole città riparte ancora di più dalla mia filosofia: #writeforhumans: scrivi, progetta, ragiona per gli esseri umani, per le persone. E in questo caso, pensa anche il tuo lavoro in funzione delle persone: ascoltale, senti le loro esigenze. Fai davvero quello che è meglio per loro. Non importa se è “noioso”, “banale”, “scontato” e tu invece sogni di diventare il re della viralità o cerchi il guadagno facile. Il protagonista non sei tu. Il personaggio principale di un videogame geniale che ho scoperto con “solo” otto anni di ritardo a un certo punto dice pressapoco “il lavoro di un roadie è quello di far essere fighi gli altri”. Vale anche per chi si occupa di marketing o SEO, a Biella o in qualunque altro posto, in provincia in particolare.
Non dimentichiamocelo.

Aggiornamento: SEO, Biella ha bisogno di te!

In modo abbastanza inaspettato ( ;) ), questa pagina poche ore dopo la pubblicazione, che peraltro era pianificata dalla sera prima, senza particolare attenzione, è “volata” in terza posizione naturale in SERP per la parola chiave “Seo a Biella“. Intanto grazie a chi mi ha avvisato e poi, in attesa di avere dati consistenti, ne approfitto (ovviamente!) per un piccolo spazio pubblicità:

Se un articolo che ho realizzato “a tempo perso”, pubblicato su un blog che nemmeno è ottimizzato al 100% dal punto di vista tecnico finisce in terza posizione nel giro di poche ore, scalzando “avversari” di tutto rispetto, e con risorse ragguardevoli, immaginate cosa si potrebbe fare per la vostra azienda con un piano d’attacco ben strutturato!

Ora, io non esercito più da freelance, ma se avete voglia di fare quattro chiacchere sono sicuro che i miei partner e io vi sapremo dare una mano con estremo piacere per tutti.

funicolare biella

Funicolare di Biella: informazioni e alcune domande a chi è contro il restauro

La Funicolare di Biella: le informazioni generali (prima delle mie considerazioni)

Visto che i motori di ricerca fanno cose buffe con le pagine e con il cervello di chi ci lavora, è possibile che arriviate su questa pagina cercando informazioni sulla Funicolare di Biella, e che vi interessi tutto sommato pochino dei miei borbottii in materia. Quindi, penso sia utile rimandarvi alle fonti ufficiali per chiarire le cose, soprattutto se non siete biellesi. Se invece vi interessano davvero i miei rant, la lettura continua più sotto.

Quando finiranno i lavori alla funicolare?

I lavori alla funicolare di Biella sono iniziati ufficialmente il 29 maggio 2017; la chiusura dell’impianto è avvenuta venerdì 26 maggio, data in cui era scaduta l’ultima proroga concessa per l’impianto nella sua forma attuale. I lavori proseguiranno fino all’inizio del 2018. Il Comune di Biella tuttavia non fornisce una data precisa, ma è una questione di buon senso: ristrutturare un impianto così grande e così antico non è esattamente come cambiare le piastrelle del bagno, e qualche imprevisto è perfettamente comprensibile e prevedibile. (Anche se io aspetto con ansia: voglio esserci all’inaugurazione della nuova funicolare!). Appuntamento al 2018 quindi; peraltro l’impianto di risalita quando riaprirà sarà completamente gratuito.

Come si sale al piazzo senza funicolare?

L’azienda che gestisce i trasporti pubblici biellesi, Atap, ha messo a disposizione un servizio sostitutivo, da e verso Piazza Lamarmora e con una fermata in Piazza Curiel, a quattro passi dalla tradizionale stazione della funicolare. La prima corsa è alle 7 da Piazza Lamarmora e alle 7.07 da Piazza Cucco. L’ultima parte da Piazza Lamarmora verso il Piazzo a mezzanotte e e dal Piazzo verso Biella alle 00.07. L’attesa massima fra le corse è di 20 minuti (al massimo mezz’ora). Questo orario vale per tutti i giorni compresi i festivi, ma c’è una buona notizia per i nottambuli: il venerdì e il sabato ci sono due corse in più, fino all’1 di notte.

Chi non vuole rinunciare all’auto può usare come prima il parcheggio del Bellone, e salire lungo le coste o con il comodo ascensore. Ecco dove è posizionato il parcheggio:

Qui invece iniziano le mie riflessioni…

La mia questione sulla Funicolare di Biella su Facebook

Ho fatto alcune domande piuttosto dirette agli organizzatori della manifestazione / Flash mob per bloccare i lavori di restauro della funicolare di Biella:

1: Perché ora e non alla presentazione del progetto? (nota: come da post precedente, la questione era finita sui giornali nel 2015, non è che fosse un segreto).
2: Se il progetto affonda per la vostra manifestazione, chi si farà carico dei costi?
3: Perché avete riflettuto sui costi che implica bloccare forzosamente un lavoro iniziato, vero?

Visto che non ricevo risposta nelle discussioni, provo a chiedere pubblicamente, confidando che i miei contatti partecipino e tagghino di volta in volta chi sanno essere presente alla manifestazione.

A scanso di equivoci: non ho alcun particolare interesse nel difendere la ristrutturazione o l’operato della giunta, e onestamente non ho nemmeno una posizione così forte.
Ma in prima istanza mi indispettisce molto non ricevere risposte dirette alle domande dirette, in seconda istanza continuo a pensare che tutte queste energie profuse per uno spocchioso e tardivo “no” alla ristrutturazione avrebbero potuto essere investite molto meglio.

Ultimissima nota: vorrei davvero delle risposte serie quindi pregherei i miei amici, in particolare quelli più caldi sul tema a non indulgere troppo nell’ironia, che in questi giorni fra tutti abbiamo dato, ma qui mi piacerebbe davvero avere un confronto costruttivo. Non necessariamente musone, ma costruttivo. Si ironia, no sberleffo. Grazie :)

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Due parole ai contestatori della nuova funicolare e alla loro “strategia”

Mi sono accorto solo adesso che la discussione ha avuto qualche rantolo anche su Tripadvisor dove alcuni stanno avendo l’idea brillante di recensire negativamente la funicolare di Biella per via dei lavori e del fatto che verrà “snaturata”. Senza dilungarmi troppo, vorrei spiegare a questi solerti amanti del Biellese che così facendo ottengono esattamente l’effetto inverso a quello che vorrebbero. Invece di promuovere il Biellese ne denigrano uno dei beni. Purtroppo è tardi per fare educazione, ma per favore, se passate da Tripadvisor mettete una valutazione positiva alla Funicolare di Biella, per compensare i danni che questa gente sta facendo. Grazie :)

Alcune curiosità sulla Funicolare di Biella scovate qui e là

Incuriosito dalla storia di questo mezzo di trasporto, sto facendo alcune ricerche, che per ora mi hanno portato a scoprire qualcosa in più, compreso, forse, un piccolo frammento nascosto di Storia della Tecnologia. Con ordine:

Una società (quasi) milionaria

La società anonima “La Funicolare di Biella” aveva un capitale sociale versato di 100.000 lire, per curiosità ho provato a calcolarne il valore nel 2017 usando un divertente strumento de Il Sole 24 Ore. Oggi quelle “centomila” varrebbero la bellezza di 450.910,63 euro. Volendo fare il conto in lire, per amore di curiosità, il totale ammonta a più di 873 milioni di lire.

“Seconda convoca” in salsa 1800

La Funicolare di Biella appare una sola volta negli archivi della Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia (almeno, secondo quanto dicono Google Books e il Progetto Augusto per l’Automazione della Gazzetta Ufficiale Storica): nella Numero 56 del 9 marzo 1887, peraltro, per una questione piuttosto banale: Gli azionisti vengono convocati in assemblea generale per le 9 del mattino di domenica 27 marzo. Prima di pensare (come ho fatto io!) che si trattasse del solito trucchetto per andare in seconda convocazione agilmente, è interessante leggere data e ora della seconda convoca “Riescendo infruttuosa detta adunanza, quella di seconda convocazione resta fissata per le ore 9 mattina della successiva domenica 3 prossimo aprile.”. I nostri avi amavano alzarsi presto anche la domenica…

La Funicolare e la Fibra ottica sono parenti

Fratelli o fratellastri a dire il vero. L’azienda che costruì il cavo di trazione, la R.S. Newall & Co di Londra infatti, contribuì anche alla costruzione della prima linea di comunicazione sottomarina della storia: correva l’anno 1856 quando il sig. R.S. Newall e i suoi soci ricevettero un’ordine di 2500 miglia di cavo (!) da parte della neonata Atlantic Telegraph Co, che di li a poco li avrebbe usati per costruire la prima linea telegrafica sottomarina.

Una delle prime illustrazioni dell'Atlantic Cable

Una delle prime illustrazioni dell’Atlantic Cable – via Wikipedia

Il Transatlantic Communication Cable fu il primo tentativo di collegare direttamente Europa e Stati uniti, e gettò le basi per arrivare, più di cento anni più tardi, alla costituzione della Backbone che ancora oggi è alla base di Internet (ed è realizzata in fibra ottica).  R.S. Newall & Co. infatti era un’azienda specializzata nella costruzione di cavi metallici, probabilmente la migliore al mondo di quel periodo. Certo, dopo una commessa di quel genere quella del cavo di acciaio della Funicolare di Biella deve essere sembrato uno scherzo…

I primi guasti all’impianto

… e infatti la presero sotto gamba. Non è vero, nessuno può saperlo con certezza, anche se mi piaceva questo piccolo paradosso. Quello che sappiamo è che il 15 novembre 1893 il cavo si ruppe e il danno venne studiato per capire dove fosse il problema da un gruppo di studenti. Ne troviamo traccia in “Notizie sul laboratorio per esperienze sui materiali da costruzione, annesso alla r. Scuola d’applicazione per gli ingegneri in Torino“. Grazie mille, Google Books!

Nota a margine: visto che queste curiosità sono frutto di un po’ di ricerca e un minimo di sano spirito giornalistico, ma sono realizzate in completa autonomia e per puro divertimento, potrebbero contenere piccoli errori (e anche errori madornali, a dire il vero, visto che le fonti reperibili in poco tempo sono di difficile consultazione). Chiunque sia in possesso di fonti più certe, notizie interessanti e curiosità sulla Funicolare di Biella che voglia condividere, oppure voglia segnalarmi errori o imprecisioni, sarà benvenuto. Meglio però se avrà a disposizione una fonte da citare e mostrare, per dare il miglior servizio ai concittadini e ai curiosi. Grazie!

Biella_Borgo,_piazza_Duomo

Biella, proposte per il futuro e le “nuove” idee degli esponenti di spicco

Visto tutto quello che succede a Biella negli ultimi giorni, ho pensato di cercare il mio quarto d’ora di fama.

Brava gente ma a Biella è scattato il campionato mondiale di baggianate e nessuno mi ha avvisato?
Cazzobadile voglio anche io il mio spazio sui media locali… Secondo voi quale di questi argomenti avrebbe più presa?

1: Facciamoci sponsorizzare il trenino Biella Oropa da Amazon e Tesla che hanno identificato nel Biellese il nuovo ombelico del mondo.
2: basta con i riti copiati dagli indiani! Che i nostri giovani tornino a farsi di eroina e fare le messe sataniche a Oropa bagni come negli anni ’80 che noi il centro città lo vogliam pulito!
3: Facciamo ripartire il tessile una volta per tutte! Ogni famiglia Biellese si autotassi di 100 euro da donare ai grandi nomi perché riportino qui le fabbriche!
4: Il Biellese è il prossimo centro del turismo! Per prevenire le ondate di turisti del prossimo decennio, istituiamo fin da subito le targhe alterne, portiamo la tassa di soggiorno a 5 euro e istituiamo la Riserva Naturale di tutto il Biellese, unico luogo al mondo in cui i dinosauri non solo vivono e camminano, ma hanno libero accesso ai mezzi di informazione che presidiano per il 99% del tempo e dello spazio…

Voi per quale votate? Accetto anche altri suggerimenti :D

I suggerimenti degli aficionados

  • Facciamo la galleria a piedicavallo!
  • Io voglio l’autostrada fino a Trivero… abbiamo gli *****, il futuro del tessile
  • Io ancora non capisco perché non riconvertite tutta la produzione provinciale a Menabrea.
  • 1) Ripristinare la funzione centrale dei giardini zumaglini, non solo più come luogo di spaccio ma anche di consumo di sostanze stupefacenti come negli anni 80
    2) riqualificazione delle fabbriche, da fabbriche a luoghi per fare rave con relative TAZ
    3) (rimosso, l’utente medio del web non avrebbe capito l’ironia, NdKappa)
    4) ripristino della funicolare in funzione del turismo, con relative navette dalla stazione di Biella ogni 5 minuti, per vedere quel gioiello di tecnologia con la scritta ATAP in verde sulla fiancata che mio dio, un pugno in un occhio.
    5) tutte i locali chiusura alle ore dieci, e coprifuoco in via italia con l’esercito che sorvegli l’applicazione della legge; ai trasgressori saranno applicate le norme che vanno in contrasto con la convenzione di ginevra
    6) autostrada a 8 corsie per senso di marcia che parte da Santhià e va verso Trivero, ma non solo, gira intorno a Biella e fa un anello, che sarà simile al Grande Raccordo Anulare.
  • Un bel muro perimetrale di cemento armato attorno alla provincia con cecchini a guardia. Anarchica autarchia!
  • – i locali notturni siano relegati alla periferia della città;
    – l’ultima corsa dell’autobus sia alle 17:30 in modo che per le 18 siano tutti tra le mura domestiche.
  • Vorrei anche più parcheggi blu in centro.[…]… Soprattutto nella piazza del Sociale: non capisco perché ci siano ancora dei parcheggi bianchi. Assurdo!

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