Lezioni di SEO alla Maniera ZEN

Lezioni di SEO alla maniera Zen

Il Maestro e l’arte della SEO

Il Maestro Hideyoshi era conosciuto e rispettato per la sua illuminazione. Il potere della sua parola era conosciuto e rispettato in tutte e sette le province; quando teneva le sue lezioni di SEO, radunava allievi anche dalle città vicine.

Un giorno, mentre camminava nei giardini del palazzo imperiale prima della sua lezione, gli si avvicinò un allievo, chiedendo il permesso di fare una domanda.

Il maestro, facendo cenno all’allievo di sedersi accanto a lui, lo invitò a parlare con un cenno del capo.

Tanta era la fama del maestro e tale l’effetto delle sue parole che subito intorno a loro si radunò una folla di allievi e di altri maestri.

Maestro Hideyoshi, voi ogni giorno ci mostrate la Via della SEO, ma essa ancora mi sfugge. Qual è la conquista finale della nobile arte della SEO? Disse l’allievo, intimorito dalla folla.

Lezioni di SEO: il Primo Gradino

A quelle parole, il maestro si alzò in piedi e, indicando un punto del parco con il suo bastone disse:

“Vedete laggiù, dove si allenano nell’arte della spada i giovani allievi? Grande è la loro determinazione e il loro impegno. Conoscono le tecniche, le studiano, le praticano. Ma i loro movimenti sono impacciati, perché la conoscenza ancora non scorre fluida in loro. Il primo gradino nell’Arte della SEO è la SEO nella mano dell’uomo. Come quei giovani, l’uomo conosce, studia, si migliora. Ogni giorno la sua tecnica diviene più fluida, e la sua mano sicura”.

Lezioni di SEO: il Secondo Gradino

Vedendo che il dubbio non si dileguava dagli occhi dei presenti, il maestro indicò un altro punto del parco.

“Vedete laggiù, dove i senpai si allenano nel kata? La loro determinazione è ancora più salda, i loro occhi più sicuri. La loro tecnica è fluida, i movimenti impeccabili, ma ancora sono legati e costretti dalla Forma. La conoscenza scorre con forza, ma è trattenuta come l’acqua in un canale. Non potrebbero scendere in combattimento o in guerra, il loro passo non sarebbe sicuro. Il secondo gradino nell’Arte della SEO è la SEO nella mente dell’uomo. Ormai la mano si muove da sola, la mente conosce tutti i princìpi, ed è pronta ad apprenderne di nuovi”.

Ciò detto, si incamminò verso il tempio per la lezione.

Il Segreto della SEO rivelato

Maestro Hideyoshi, è dunque questo il segreto della SEO?

Il maestro, sospirò, fermandosi e, senza voltarsi, indicò un terzo punto del parco, dove il Maestro Yuddai affrontava gli avversari in combattimento. Il Maestro Yuddai era famoso in tutto l’Impero per non essere mai stato battuto.

“Tutti voi conoscete il Maestro Yuddai per la sua potenza Vedete come atterra gli avversari uno dopo l’altro?”

Gli allievi erano senza parole, tante erano la grazia e la forza del Maestro Yuddai nel combattere.

Senza dubbio egli è il più grande fra i grandi, e la sua tecnica non ha eguali. Risposero gli allievi.

“Bene” – continuò Hideyoshi – “Dunque, nominatemi le tecniche che il Maestro sta usando mentre combatte”.

Dopo alcuni minuti di silenzio, il saggio Hideyoshi ripetè la domanda.

Maestro, non siamo in grado di nominare le tecniche usate dal grande Yuddai. Sono forse di una scuola segreta?

Hideyoshi si voltò con un sorriso sincero: “Io stesso non conosco le tecniche del Maestro Yuddai, perché nessuno le ha mai usate prima. Egli è il più grande fra di noi, e sa eseguire ogni tecnica in maniera sopraffina. Eppure quando combatte, non usa alcuna tecnica conosciuta. Questo perché la Via è così radicata in lui da guidarne ogni passo. Il terzo gradino dell’Arte della SEO è l’assenza della SEO dalla mente e dalla mano dell’uomo. Solo così la vostra tecnica sarà senza eguali, e il vostro nome verrà tramandato dai maestri”.

Illustrazione di un maestro Zen
Il Maestro Hideyoshi mentre medita sui segreti della SEO (probabilmente…?)

Nota a margine:

un piccolo divertimento domenicale per ricordare, soprattutto a me stesso, che un’altra via è sempre possibile, e che si può parlare di ogni cosa in modo diverso, senza dimenticare o snaturare le proprie origini. Il senso di questo modestissimo divertimento sotto forma di racconto Zen tuttavia, è serissimo: non ci sono trucchetti, non ci sono “trucchi SEO” o “cinque tecniche infallibili”. Ci sono studio, dedizione, impegno. C’è provare, cadere, rialzarsi. Ci sono le prove, gli esperimenti, i tentativi. Chi ragiona per “regole”, per “ho letto che”, “Gino scrive che”, esattamente come nelle arti marziali, sarà sempre relegato al grado di allievo. Perché, come nelle arti marziali, la tecnica perfetta, se non si sa combattere, serve solo a dimostrare la propria abilità agli altri allievi. Ma non serve a nulla sul campo di battaglia.
E, come sempre, la morale è una: fino a quando scriveremo per le macchine e non per gli esseri umani, alla nostra arte mancherà qualcosa. Fino a quando ci fideremo di regole preconfezionate, e non proveremo a metterci un po’ del nostro spirito e della nostra anima, saremo sempre esecutori: intercambiabili, anonimi, senza personalità. E ci condanneremo a strategie tutte uguali, fatte per linee editoriali tutte uguali, pensate solo per soddisfare quello che alcuni pensano sia il “giudizio” dell’algoritmo di Google.

Che poi è il motivo principale per cui mi sono lanciato in questo ciclo di lezioni di SEO: l’unico vero modo per mettere alla prova la propria conoscenza, è quello di provare a trasmetterla ad altri.

Come sempre, #writeforhumans.

Immagine di apertura dell’utente ncoll36 di Deviantart, rilasciata sotto licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 3.0.

lezioni di SEO risorse

Le mie lezioni di SEO: prima di tutto, un po’ di risorse

Una selezione delle risorse che consiglio ai miei allievi quando tengo lezioni di SEO e di web marketing in generale.

Che io nasca come insegnante ECDL non è un mistero, ma nel corso degli anni ho avuto la fortuna di poter insegnare le materie più disparate, dal marketing online per radio e web radio, alla comunicazione digitale per aziende, passando per il social media marketing fino ad arrivare al web marketing, che come spiego spesso non è altro che un termine ombrello per racchiudere una infinità di discipline diverse. Negli ultimi anni, sia per necessità, sia per un “richiamo della Foresta” difficile da spiegare, mi sono avvicinato sempre più alla disciplina SEO, che naturalmente cerco di trasmettere ai miei allievi ogni volta che ne ho l’occasione. Il motivo per cui la SEO mi affascina sarà oggetto di un post, prima o poi, per ora dico solo che la trovo così vicina all’enigmistica da avere un fascino tutto suo.

Per la verità, le mie lezioni di SEO sono un po’ fuori dai parametri

Prima di tutto perché abitualmente mi occupo solo della parte di creazione dei contenuti: la mia filosofia è di lasciare a ognuno fare il lavoro che sa fare meglio, e nella parte tecnica, quella di ottimizzazione on-page, ci sono persone ordini di grandezza avanti a me. All’interno dei gruppi di lavoro che frequento e/o ai quali insegno, utilizzo due definizioni, che probabilmente faranno alzare più di un sopracciglio ai puristi: SEO editoriale è diventato il termine ombrello per tutto quello che riguarda i contenuti, mentre SEO tecnica riguarda tutti gli aspetti di ottimizzazione, dal codice al server passando per il design. Non sarà il massimo, ma aiuta a capirsi rapidamente e rende abbastanza bene l’idea delle due macro-categorie di maggiore influenza. Ma sto divagando.

Secondo alcuni, la SEO Editoriale è principalmente una questione analitica. Purtroppo, con un DNA da giornalista pubblicista, non posso fare a meno di pensare che l’apporto umano sia decisivo. Ne parlerò più diffusamente, ora semplifico per estremi.
Se devo fidarmi della mia esperienza diretta, come questo blog e diversi contenuti che ho “seminato” in Rete, c’è un aspetto ineffabile che sancisce il successo di un contenuto, che sia un articolo o un video: la mano di chi scrive.

Lezioni SEO o lezioni di giornalismo? Un po’ e un po’…

Ci sono i contenuti formalmente perfetti da ogni punto di vista SEO, e poi ci sono i contenuti che si leggono, guardano, gustano volentieri. E questi sono gli unici che funzionano davvero. Spesso anche sfuggendo alle regole formali. Gli esperti hanno provato a canonizzare questi aspetti chiamandoli in mille modi, da sentimentcustomer satisfaction passando per zeitgeist.

Lezioni di SEO gatti

Lezioni di SEO cheap #1: inserisci immagini per catturare l’attenzione.
Lezione di SEO cheap #2: usa il sentiment.
La rete pensa che i gatti siano carini, mettendo insieme questi due suggerimenti farò sicuramente qualcosa di buono vero? O forse no?
Eppure, secondo le statistiche…

 

Io semplifico moltissimo, limitandomi al campo della parola scritta, dicendo durante le mie lezioni SEO (SEO per modo di dire!) che i contenuti destinati al successo sono quelli che si leggono volentieri o, come amo riassumere in un hashtag, #writeforhumans.
La sfiga è che bisogna saper scrivere bene, e non è una cosa che ci possono insegnare le statistiche, le metriche o le analisi.

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