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AGCOM spera di spillare soldi dalle App di messaggistica

Ok, speravo fosse una bufala, invece non lo è: AGCOM sostiene che le App di messaggistica come WhastApp, Viber e le altre dovrebbero in qualche modo pagare la rete telefonica che utilizzano, per “compensare” gli operatori che, poverini, ci perdono.

Perché trovo che sia un’idiozia?

1: queste App si appoggiano al traffico dati (o Wi-Fi) che è già comunque pagato (carissimo, nel caso delle connessioni a consumo). Quindi, oltre a essere un crimine contro la net neutrality, dimostra anche che chi ha fatto la proposta pensa, probabilmente, che i messaggi vengano recapitati grazie alla stregoneria o agli gnomi.
2: chi decide quali sono le App a pagamento e con che criterio? Perché domani mattina potrei decidere di fare una App che fa la stessa cosa basata sulla posta elettronica, e comunque per ognuna tassata ne uscirebbero ventinove ancora libere (su Android prolifererebbero gli APK fuori store)
3: ma perché dobbiamo renderci sempre ridicoli pensando a tasse e balzelli che neanche la Libera Repubblica di Bananas? Dobbiamo fare cassa? Iniziamo a tagliare teste di incompetenti come quelli che fanno proposte idiote senza documentarsi, vedi che risparmio.
4: ogni volta che questo stato incompetente mette una tassa, un balzello, un impedimento burocratico fra noi e la tecnologia, ci ruba un pezzo i futuro. In tutto il mondo civilizzato la tecnologia serve anche e soprattutto a eliminare la burocrazia (e i burocrati). Qui sono i burocrati che trovano nuovi modi di riempirsi il trogolo cercando di approfittare del lavoro di innovazione degli altri.
Vogliamo iniziare a far qualcosa per farli smettere?

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Consulente e formatore nel settore digitale, mi occupo di supportare aziende e professionisti nei processi di trasformazione digitale, con un focus specifico su SEO, Intelligenza Artificiale e mentalità digitale. Il mio approccio si basa sul superamento dei "falsi miti" tecnologici a favore di soluzioni concrete e sostenibili. Credo fermamente che la tecnologia debba semplificare i processi produttivi e non complicarli; quando ciò non accade, il problema risiede quasi sempre in una progettazione errata o in una consulenza poco orientata alle reali necessità dell’utente. Fra le mie esperienze principali: Formazione e Soft Skills: Conduco sessioni formative orientate all'acquisizione di competenze pratiche (ICDL e oltre), trasformando l'informatica di base in una consapevolezza digitale critica. L'obiettivo non è insegnare la posizione di un tasto, ma il principio di funzionamento dello strumento. SEO & Data Ethics: Esperto nell'analisi del posizionamento organico e nella gestione etica dei dati. Sostengo un uso del dato che sia utile al business ma rispettoso della privacy e dell'utente, superando le logiche di tracciamento invasivo a favore di analisi aggregate e strategiche. Intelligenza Artificiale: Integro l'uso dell'IA nei flussi di lavoro per ottimizzare l'operatività e migliorare l'apprendimento. Considero l'IA uno strumento di potenziamento del giudizio umano, indispensabile per filtrare la complessità dell'informazione contemporanea. Collaboro con realtà che cercano un supporto tecnico autorevole, basato sull'esperienza diretta e sul rigore metodologico, lontano dalle formule universali e vicino ai risultati oggettivi.

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