E comunque a me questo editor Gutenberg sembra una figata

Sembra proprio che con la prossima major release di WordPress l’editor Gutenberg diventerà quello predefinito di default. Naturalmente gli esperti digitali non perdono occasione per dimostrare la loro vera natura. Neofobi e conservatori come neanche la DC degli anni ’80, stanno subissando l’editor Gutenberg di recensioni negative.

Eppure, l’editor Gutenberg ha del potenziale

Prima di tutto, il nuovo layout di gestione della pagina è molto più pulito, e la possibilità di usare il menu laterale alternativamente per “documento” o “blocco”, aggiunge il giusto compromesso fra l’utilizzo del testo tradizionale e la scrittura senza distrazioni, che era decisamente troppo minimalista
Quello che, a mio avviso, spaventa più di tutto è la nuova interfaccia, che inizialmente intimidisce un po’.

Certo, alcune cose sono state spostate. Ma basta abituarcisi per rendersi conto che è tutto molto più razionale e comodo. Basta prenderci la mano.

Il problema è proprio questo: prenderci la mano significa, per gli addetti ai lavori, buttare via anni di abitudini. E qui si manifesta tutta la neofobia, particolarmente italica, che deriva da quella cultura che vuole che, una volta conquistata una posizione, si possano mettere i piedi sul tavolo. Mentre il resto del mondo ci insegna una lezione diversa. Secondo un antico insegnamento zen poi ripreso dal Judo, i quattro mali del mondo sono appunto noia, abitudine, ignoranza e invidia
Senza chiamare in causa la filosofia orientale, l’editor Gutenberg sta facendo proprio quello che gli esperti di crescita personale ci consigliano sempre più spesso: uscire dalle comfort zone. Cioè, combattere l’abitudine. Tutto torna ;)

L’editor Gutenberg ci aiuta a uscire dalle comfort zone. Questo è un bene

l’editog Gutenberg impatterà con la SEO?

Mentre sto scrivendo, sto provando ad analizzare il codice della pagina di anteprima. E devo dire che mi sembra addirittura più pulito di quello dell’editor di WordPress tradizionale.

Secondo me il problema principale sarà legato all’uso dei blocchi

Devo dirlo, anche se la cosa mi renderà antipatico: il vero problema è che ci sono troppe persone, particolarmente nel mondo SEO, che ignorano le basi. Un po’ di conoscenza dell’HTML, degli altri linguaggi e dei protocolli farebbe un gran bene alla scena, ma non è la sede per parlarne. 
Qui il problema è che i blocchi riprendono un po’ la filosofia delle immagini, rendendo sotto forma di campi da compilare elementi propri dell’HTML. 
Purtroppo molti usano già male quelli delle immagini, di conseguenza useranno male quelli dei blocchi (soprattutto nella fase di entusiasmo iniziale). 

Poi, naturalmente, si lamenteranno che l’editor Gutenberg non funziona a dovere.

Quando invece funziona benissimo e, anzi, permette di generare oggetti (anche di testo) più interessanti con una frazione dello sforzo che ci voleva prima.

Ecco un paraculissimo esempio di galleria dell’editor: non sono un amante del minimalismo in senso stretto, ma lo strumento funziona decisamente bene.

Quindi qual è il problema dell’editor Gutenberg?

Personalmente, ne vedo due: uno è appunto legato alla necessità di imparare un nuovo strumento. Il secondo è legato alla competizione.

Mi spiego: grazie al nuovo “visual composer” (ammettiamolo, Gutenberg lo ricorda molto), scrivere articoli che siano anche visivamente interessanti è fin troppo facile. Per non parlare della tonnellata di nuovi strumenti di inclusione, che ora sono molto più palesi di prima e che permettono di aggiungere contenuti arricchiti in quantità.

In parole povere questo significa più competizione. E soprattutto, ancora una volta, la necessità di produrre contenuti rilevanti, consistenti, interessanti

Tutte cose terribilmente incompatibili con la filosofia dei servizi e delle prestazioni a basso costo che sta tentando con tutte le forze di rimanere a galla.

Ma alla quale, per fortuna, forse Gutenberg ci aiuterà a dare il colpo di grazia.

Speriamo

Massimiliano Monti: Consulente e formatore nel settore digitale, mi occupo di supportare aziende e professionisti nei processi di trasformazione digitale, con un focus specifico su SEO, Intelligenza Artificiale e mentalità digitale. Il mio approccio si basa sul superamento dei "falsi miti" tecnologici a favore di soluzioni concrete e sostenibili. Credo fermamente che la tecnologia debba semplificare i processi produttivi e non complicarli; quando ciò non accade, il problema risiede quasi sempre in una progettazione errata o in una consulenza poco orientata alle reali necessità dell’utente. Fra le mie esperienze principali: Formazione e Soft Skills: Conduco sessioni formative orientate all'acquisizione di competenze pratiche (ICDL e oltre), trasformando l'informatica di base in una consapevolezza digitale critica. L'obiettivo non è insegnare la posizione di un tasto, ma il principio di funzionamento dello strumento. SEO & Data Ethics: Esperto nell'analisi del posizionamento organico e nella gestione etica dei dati. Sostengo un uso del dato che sia utile al business ma rispettoso della privacy e dell'utente, superando le logiche di tracciamento invasivo a favore di analisi aggregate e strategiche. Intelligenza Artificiale: Integro l'uso dell'IA nei flussi di lavoro per ottimizzare l'operatività e migliorare l'apprendimento. Considero l'IA uno strumento di potenziamento del giudizio umano, indispensabile per filtrare la complessità dell'informazione contemporanea. Collaboro con realtà che cercano un supporto tecnico autorevole, basato sull'esperienza diretta e sul rigore metodologico, lontano dalle formule universali e vicino ai risultati oggettivi.
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